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1) STORIA

I primi riferimenti storici risalgono all’epoca romana. L’Imperatore Cesare Augusto nel 29 d.C. istituisce 5 coorti, con sede a Roma, di uomini scelti (cohortes vigilum). Alla guida del Prefetto, il loro compito era il mantenimento dell’ordine nella città, oltre che intervenire in caso di incendi. Con la decadenza dell’Impero Romano, si assiste al passaggio dal potere centrale a quello locale, passando attraverso il periodo feudale sino alla nascita dei Comuni. L’esigenza dell’ordine pubblico all’interno della città viene perciò percepito in misura sempre maggiore, ed a tale scopo vengono create milizie cittadine, municipali e civiche. L’organizzazione gerarchica e strutturale è la stessa che darà vita agli eserciti regolari prima, ed alle forze di polizia dopo. Prima dell’Unità d’Italia i documenti storici riportano la costituzione delle Guardie Comunali ad Aosta nel 1776, a Parma nel 1821. A Napoli, con una legge del 1816, vengono stabilite per la prima volta le attribuzioni del Sindaco e del Primo Eletto (Comandante) in materia di Polizia Urbana e Rurale: il Primo Eletto è alle dipendenze del Sindaco, incaricato principalmente della Polizia Urbana e Rurale, che gestisce a norma di leggi e regolamenti, applica le istruzioni che gli verranno date dal Consiglio dei Decurioni. Egli formerà atto di tutte le contravvenzioni di polizia e ne provocherà la punizione davanti al Giudice competente. Con l’Unità d’Italia numerosi Comuni iniziano ad adeguarsi alle Istituzioni Unitarie. In base alla legge comunale e provinciale sarda n. 3702 del 23 ottobre 1859, viene deliberata la formazione di drappelli e Corpi di Guardie Municipali, con il compito di prevenire e reprimere i reati, far osservare i regolamenti e le ordinanze delle Autorità di polizia urbana, di igiene e sanità pubblica, di edilizia, e di attendere all’adempimento di tutti gli incarichi, d’interesse locale. A fine ‘800 molte delle funzioni svolte dalle Guardie Municipali sono diventate competenza della Polizia di Stato. Nello stesso periodo in alcuni Comuni le Guardie mutano la denominazione in Vigili Urbani.

Nel 1986, con l’emanazione della Legge n° 65, la denominazione Vigili Urbani cambia in quella di Polizia Municipale. Nell’arrivare ai giorni nostri, ulteriori leggi, sia dello Stato che delle Regioni, sono andate a modificare la Legge 65. Le esigenze di tutela e controllo richieste dai cittadini sempre più spesso vengono demandate alla Polizia Municipale, che nel frattempo, in molte Regioni, ha cambiato denominazione diventando Polizia Locale. Tale definizione a volte comprende anche il Corpo di Polizia Provinciale, dipendente direttamente dalla provincia di competenza. La Polizia provinciale ha competenza su tutto il territorio provinciale, dove ha la possibilità di espletare funzioni e indagini di Polizia giudiziaria, con poteri vincolati al territorio di competenza e all’orario di servizio; gli appartenenti a tali corpi ricoprono funzioni di ausiliari di pubblica sicurezza, tutelano e salvaguardiano l’ambiente, verificano il rispetto della normativa sulla caccia e le varie leggi regionali sulla pesca ecc.

2) COMPITI DELLA POLIZIA LOCALE:

Le caratteristiche di gradi e divise della Polizia Locale (o Municipale) sono regolate dalle leggi regionali, quindi possono essere diverse in ogni regione. In base al titolo di studio e all’anzianità di servizio si possono ricoprire i seguenti gradi di:

Istruttore (agente)
Ispettore
Ispettore capo
Vice comandante
Comandante

I principali compiti della Polizia Locale sono i seguenti:

– prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale; rilevazione degli incidenti stradali; predisposizione ed esecuzione dei servizi diretti a regolare il traffico e la viabilità; istruzione di ordinanze relative alla viabilità; controllo del rispetto delle ordinanze per la sospensione della circolazione; scorta di veicoli e trasporti eccezionali per la sicurezza della circolazione; tutela e controllo sull’uso della strada, in particolare all’entrata ed uscita dalle scuole e in caso di gare ciclistiche o podistiche; ausilio all’educazione stradale nelle scuole;
– tutela della convivenza sociale e della sicurezza pubblica; disciplina dei pubblici servizi all’interno dei centri abitati; uso e conservazione del demanio comunale e quindi disposizioni riguardo l’uso e il mantenimento del suolo pubblico, la sicurezza, il decoro e la quiete pubblica, il commercio e l’artigianato;
– prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale, svolgere ogni indagine e attività disposta o delegata dall’autorità giudiziaria;
– vegliare sull’ordine pubblico, sulla sicurezza dei cittadini e la loro incolumità, tutelare la proprietà, curare l’osservanza delle leggi e dei regolamenti dello Stato e degli enti locali nonché delle ordinanze delle autorità, prestare soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni;
– effettuare controlli del mercato comunale coperto, relativi alla regolarità dei punti vendita secondo quanto previsto dalle norme statali e regionali in vigore nel settore; disciplina dell’occupazione degli spazi pubblici; cura del rispetto dei regolamenti comunali.

3) PER DIVENTARE AGENTE DI POLIZIA LOCALE:

Ogni Comune ha la facoltà di pubblicare il Bando di concorso per agente di Polizia Locale, indicando il numero di posti a concorso, i requisiti di partecipazione e le fasi concorsuali.
Il Bando di concorso è consultabile e scaricabile sul sito www.gazzettaufficiale.it o sul sito del Comune che pubblica il bando di Concorso.
Per poter partecipare al Concorso è necessario prepararsi in tempo e poter contare su una preparazione mirata.
Le fasi concorsuali presentano una difficoltà elevata tale da prevedere una preparazione didattica di almeno 8 mesi. Tali fasi concorsuali sono cosi articolate:

Eventuale PROVA DI PRESELEZIONE: consistente in domande a risposta multipla predeterminata di cui una sola esatta;

PROVA SCRITTA: riguardante le seguenti materie: Elementi di Diritto Costituzionale ed Amministrativo (con particolare riferimento agli Enti Locali), Compiti della Polizia Locale in relazione all’applicazione del codice della Strada e dei regolamenti di Polizia Urbana ed igiene, Elementi di diritto penale e procedura penale, Legge Quadro sull’Ordinamento della Polizia Locale, Elementi di diritto della circolazione stradale, nozioni di legislazione commerciale e annonaria, urbanistico–edilizia, sanitaria e di pubblica sicurezza.

PROVA ORALE: La prova orale verte sugli argomenti della prova scritta ma in particolar modo su Statuto e Regolamenti dei Comuni, Elementi conoscitivi dei sistemi informatici più comuni e nozioni di lingua straniera.

Come si può evincere dall’iter concorsuale, le materie oggetto di esame presentano una elevata difficoltà. Il CPCM srl grazie ad anni di esperienza nel settore della preparazione ai concorsi militari e pubblici e grazie ad un team di docenti specializzati operanti nel settore, tra cui Ufficiali di Polizia Locale, è in grado di preparare chiunque desideri partecipare ai Concorsi di accesso alla Polizia Locale, anche chi è totalmente sprovvisto di qualsiasi conoscenza sulle materie previste dal bando di concorso, fornendo in tal modo una efficace preparazione teorica e pratica (redigere un verbale, rilevamento sinistri ecc).

Il Direttore Valter G. MARINO
Gen. B.A.(R) – Ruolo D’Onore

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